Domenica 19 Novembre 2017  

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IMMIGRAZIONE: LA SVOLTA DELL'UNIONE EUROPEA di Martina Oddi

di Martina Oddi

Nuovi scenari si profilano negli equilibri della comunità europea in vista dell'accoglimento del piano Juncker.

Prevista per giugno la definizione del piano Juncker, mentre Irlanda, Inghilterra e Danimarca si tirano fuori, ottenendo l'esautorazione dal programma di accoglienza dei migranti. Chiediamo al Presidente Della comunità araba in Italia Foad Aodi quali saranno le conseguenze della presa di coscienza degli Stati membri sulla necessità di agire in modo congiunto sul tema dell'immigrazione.

1. Quali sono le principali criticità del piano Juncker e quali i punti di forza?

Bene la comunità europea, siamo di fronte a una svolta. Il piano si articola in quattro punti: maggiori aiuti nei paesi origine, controllo delle frontiere a sud della Libia, lotta  agli scafisti, smistamento dei profughi in base alle quote negli Stati dell'Unione. Noi chiediamo che le quote siano obbligatorie, perché c'è' la paura che quando cambieranno i governi cambieranno anche le politiche. Siamo soddisfatti per il dialogo che l'UE eu ha intavolato con gli Stati arabi, accogliendo proposte concrete che fanno fare passi in avanti e che noi avevamo individuato nella legge sull'immigrazione europea, che secondo noi deve includere le quote obbligatorie , il contrasto dell'immigrazione irregolare, la salvaguardia dei diritti umani e lo sgravio del fardello della gestione dell'emergenza dalle spalle dell'Italia.

2. I paesi dell'Unione troveranno un accordo? Cambieranno gli equilibri interni?
Il problema cruciale che troverà discussione è' quello delle quote obbligatorie, prova che i rimandi di alcuni paesi sono causati dalla mancata acquisizione di responsabilità. Servono coraggio e concretezza per affrontare quella che è un'emergenza mondiale, non solo araba, considerando che l'Africa, il Medio Oriente e i paesi del Golfo vivono sviluppi non positivi determinando un aumento del numero di richiedenti asilo politico. Occorre dare vita a un politica estera unitaria, umana e concreta, ma servono uomini coraggiosi per riscrivere il passato, come Papa Francesco, per guardare al futuro e segnare una svolta.

3. Come cambierà la situazione per l'Italia? È' destinata a migliorare?

Sicuramente il dato importante è' che qualcosa si è mosso nella Comunita' Europea, i deputati sono in linea con le nostre proposte, si riscontra una grande determinazione del Governo italiano che ha alzato la voce e il tiro chiedendo la condivisione della responsabilità sul tema, e se è così si, si registrerà un netto miglioramento. Altrimenti sarà solo una pillola di emergenza. Servono accordi bilaterali, la soluzione della questione della Libia e dei conflitti in Africa, Somalia, Sudan, che provocano esodi per motivi umanitari; occorre fornire aiuti concreti ai paesi origine e fare in modo che chi scappa non sia schiavo scafisti o merce del mercato di esseri umani.

4. Come si definirà lo scenario dei grandi flussi di fronte a queste nuove norme? Questo piano sicuramente scoraggia l'immigrazione clandestina e combatte l'azione degli scafisti. Altra misura fondamentale, la proposta di azione congiunta tra la nostra polizia europea e quella araba, per evitare la corruzione del sistema nelle zone di confine che da' mano libera agli scafisti, che agiscono liberamente. Occorrono poi accordi bilaterali, combattere l'immigrazione irregolare e bilanciare la lotta con aiuti umanitari nei paesi di origine, per non lasciare alibi ai terroristi. Occorre puntare sulla cooperazione internazionale per creare sviluppo e far rimanere i giovani nel suolo natio creando lavoro, fattore che diminuirebbe l'immigrazione verso l'UE e l'Occidente. Un dato senz'altro fa riflettere: dopo il fallimento della Primavera araba sono aumentati sensibilmente i profughi a seguito dei tanti focolai che si sono accesi dopo il crollo dei regimi precedenti.


5. Notizia di martedì, i barconi dei migranti potrebbero secondo il governo libico dare un passaggio ai terroristi per l'Italia. Molti sono scettici sull'autenticità dell'allarme ...

Secondo i dati forniti dalla Lega Araba in Tunisia, arrivano in Italia per dirigersi verso l'euro zona persone che fuggono dalle guerre, e che vivono una crisi economica e sanitaria grave. Occorrono centri di smistamento per raccogliere i profughi nei punti transito, aiuti umanitari e quote obbligatorie. Quelli che allarmano associando il terrorismo all'immigrazione vogliono solo strumentalizzare. Il terrorismo va  combattuto dove si manifesta, non mischiamolo all'immigrazione e ai profughi di guerra.

6. Non si rischia che con diverse destinazioni imposte si creino  migranti di serie A e di serie B?
Il vero problema sarà capire perché sono scappati se sono in possesso dei requisiti di rifugiati. Risolvere l'emergenza immigrazione non può prescindere dagli aiuti umanitari e dal costruire delle basi per pianificare un'immigrazione duratura, evitando di ridursi a intervenire solo per le tragedie. Il problema della destinazione è' relativo, invece quello della  responsabilità degli stai è' reale. Oggi in Italia si sente dire 'chi vuole aiutare i migranti lo faccia a casa propria'. Forse sono state strumentalizzate le azioni di aiuto, dall'ospitalità in albergo fino alla donazione di telefoni cellulari, che hanno esasperato una situazione che fino a pochi anni fa era di convivenza pacifica. Gli operai italiani  vanno aiutati, senza fomentare l'ira della popolazione nei confronti dei migranti, superando lo scontro alimentato dalla politica.

L'urgenza di esprimere un quadro legislativo organico e realistico riguardo il problema dei rifugiati e dei migranti si è' imposta come una priorità nel l'agenda della Mogherini, e ora la riflessione dell'altro commissario UE sarà misurata sulle vere intenzioni degli Stati Europei rispetto a una concreta sinergia nelle politiche di accoglienza.

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