Domenica 19 Novembre 2017  

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MIGRANDO - GRANDI ONDATE MIGRATORIE PREVISTE DAGLI ANALISTI E L'ITALIA AL CENTRO DEI FLUSSI MEDITERRANEI

di Martina Oddi

Mentre in Grecia le politiche portano  Tsipras al 36%, e l'euro perde sul dollaro tanto terreno da rendere non improbabile la rinegoziazione del debito sostenuta dal Premier - con un Governo che si annuncia di larga maggioranza, e i Greci che corrono agli sportelli ritirando  dalle banche 9 miliardi di euro - l'Italia tiene duro e il Premier riceve consensi da tutta la zona Euro. Ma l'Italia si trova a dover affrontare gravosi problemi sul fronte delle politiche migratorie assenti e dello scarso appoggio dell'UE di strategie per il progetto Mare Nostrum. Negli ultimi 30 anni in Italia sono sbarcati circa 6.000.000 migranti.

1.Quali sono le principali etnie che approdano nel Bel Paese?
Lo chiediamo al Presidente dell'Amsi, Foad Aodi.

 La storia dell'immigrazione in Italia si spalma in tre fasi . I primi arrivi risalgono agli anni 70 80 e hanno come protagonisti soprattutto studenti che arrivano in Italia dal Middle East, dalla Palestina, dalla Siria  dalla Giordania, dal Libano, dalla Grecia e dall'Africa. Dalle terre del profondo sud del continente nero, dal Camerun, dal Congo con una scarsa presenza di magrebini. Il confine lo segna la Legge Martelli dell'89, la prima vera svolta in tema di immigrazione che consente di regolarizzare tutti gli immigrati giunti nella Penisola prima del dicembre dell'89, compresi i medici che non potevano atrimenti iscriversi all'ordine. Dopo la caduta del muro, inizia la seconda ondata caratterizzata prevalentemente da lavoratori e da un minor numero di studenti. Gli arrivi sono prevalentemente dalla Polonia, dall'Albania, dalla Romania, dalla Russia, dalla Moldavia, dalla Somalia, dai Paesi del Magreb, e dall' Afganistan . La caratteristica più marcata dei  nuovi giunti e' la ricerca del lavoro, con prevalenza di immigrazione irregolare. Mentre la prima fase era pianificata in base agli studi, il secondo flusso era caratterizzato da immigrazione irregolare. Oggi in Italia i piu' presenti sono rumeni, arabi, marocchini e egiziani, mentre dei cinesi non e' stato possibile fare un censimento vero per il momento. Nei nostri giorni assistiamo alla terza fase, di presenze soprattutto irregolari, ma provenienti dalle zone di conflitto, quindi per lo piu' rifugiati politici, dopo il cambiamento storico determinato dalla primavera araba, che ha segnato l'ingresso per motivi politici in Italia di profughi dalla Siria, dalla Palestina dal Marocco, dall'Algeria, dalla Somalia.

2. Qual sono i tempi di arrivo in termini di periodi dell'anno?

Dipende, gli studenti sono condizionati dal numero chiuso delle universita' che ne permettono un ingresso ridotto. Medici e infermieri non arrivano piu' come prima, e' diminuito anche il flusso da est e di laureati. L'arrivo e' condizionato dal mare: quando e' ottimo per affrontare un viaggio che dura due mesi, e di cui l'approdo in Italia e' solo l'inizio.

3. Come arrivano e dove? Da dove vengono e dove sono diretti?

I professionisti arrivano tramite l'immigrazione regolare, gli irregolari sbarcano soprattutto in Sicilia , a Lampedusa, passando tramite la Libia dove il mercato di esseri umani prolifera. Venire in Italia e' solo la partenza non la destinazione ultima: molti non hanno intenzione di rimanere, avendo cugini o parenti in paesi della zona euro. La crisi economica in Italia e la disoccupazione dilagante, non sono un incentivo a rimanere, solo pochi vogliono restare.

4. Quali sono le proposte del Governo in materia di immigrazione? 5. Quale e' la vostra idea sul progetto Mare Nostrum?

Dal punto di vista umano aiuta molto: ha salvato parecchi, considerando che il numero dei morti e' sottostimato, e che in Libia il mercato dei nuovi schiavi, come ci raccontano i sopravvissuti, fa pensare, per le sue dimensioni,  che i dati sulla mortalità siano sottostimati, in un rapporto di 1 a 4, rispetto ai morti ufficiali. Il Mare Nostrum ha salvato parecchie vite ma non crediamo in soluzioni di emergenza: non si può affrontare solo la tragedia nelle sue iminenti conseguenze .

6. Quali sono invece le vostre proposte?

Innanzi tutto una buona immigrazione, basata su diritti e doveri, programmata e strutturata in base alla cooperazione internazionale, e ad accordi bilaterali con paesi arabi - ottenendo un ottimo risultato come avvenuto con la Tunisia.  Combattere lo sfruttamento e il mercato di esseri umani , aiutare rifugiati politici, si puo' anche attraverso una legge sull' immigrazione europea, poiché il problema e' internazionale. Un censimento degli immigrati in Europa risolverebbe le criticità e i lati negativi del fenomeno.
Una maggiore integrazione favorisce la convivenza pacifica: rimandiamo al mittente le provocazioni, soprattutto di Salvini della lega, che cavalca l'onda della xenofobia verso i migrati parificando terrorismo e immigrazione, mentre ringraziamo Alfano di aver capito la differenza enorme tra i due concetti e della solidarietà verso i migranti rifugiati.
La linea dell' Amsi, quella di un'immigrazione programmata e qualificata, che prevede più spazio di convivenza per tutti, e di marginalizzare il terrorismo rispetto all'immigrazione, teorizza di opporsi all'atteggiamento distruttivo diffuso in Francia, e soprattutto ai ghetti, dove gli abitanti immigrati sono isolati e etnizzati, e dove integrazione e dialogo mancano. Poi occorre una maggiore conoscenza dell'Italia. Diciamo no ai ghetti isolati, no ai pregiudizi e agli stereotipi del razzismo.
L'idea di un Paese multietnico e al limite dello scontro sociale oggi e' una realtà provata dall'evidenza quotidiana - basti entrare in una scuola di qualsiasi grado - e dagli episodi avvenuti negli ultimi mesi del 2014 in diversi luoghi della Penisola, oltre all'urgenza di politiche di integrazione finalizzate alla pace sociale, oggi più viva che mai.

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