Domenica 19 Novembre 2017  

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UN ERGASTOLO PER UN INNOCENTE?

 

 

di Brunetto Fantauzzi

 

La delicata vicenda giudiziaria di Vincenzo Bommarito, 31 anni di Borgetto, condannato all’ergastolo per il sequestro e la conseguente morte di Pietro Michele Licari, sta assurgendo agli onori delle cronache per le incongruenze e le stranezze notate man mano che nuove prove vanno emergendo.

Si tratta della vicenda che ha coinvolto un anziano possidente di Partinico, rapito il 13 gennaio del 2007 e ritrovato cadavere dopo un mese in un pozzo nelle campagne di San Cipirello (un paesino in provincia di Palermo). L’uomo morì di stenti. Per il delitto furono arrestati e processati Giuseppe Lo Biondo all’epoca appena 18enne e Vincenzo Bommarito (22 anni di Borgetto). Lo Biondo confessò, fu condannato in abbreviato a 13 anni e 4 mesi, anche perchè accusò il giovane di Borgetto, che, invece si è sempre dichiarato innocente. Un’innocenza nella quale crede il suo legale, Cinzia Pecoraro, che ne ha assunto la difesa a sentenza definitiva e che ha deciso di intraprendere il difficile percorso della revisione del processo.

 

Accanto a lei, un team di criminologi e psicologi forensi ma anche di esperti del calibro di Roberto Cusani ed Alessandro Meluzzi, il primo docente di ingegneria delle

 telecomunicazioni all’Università la Sapienza di Roma, -che ha confutato la prova regina del processo, ovvero l’analisi sulle celle telefoniche-, il secondo psichiatra di fama internazionale. A “sposare” il caso Bommarito pure l’associazione “Progetto Innocenti”, ideata e fondata dall’avvocato Baldassare Lauria, il legale che ha difeso gli imputati della strage delle casermette di Alcamo Marina, assolti dopo 36 anni. E poi ci sono la gente comune e le Istituzioni di Borgetto che sulla base degli elementi scoperti ed illustrati in più occasioni dall’avvocato Pecoraro cominciano a credere che Vincenzo Bommarito meriti una seconda possibilità. E’ anche nato un comitato civico -che si chiama “vediamoci chiaro”- con lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica. Tra le prove che deporrebbero per l’ innocenza di Bommarito: un supertestimone, le lettere inviate da Giuseppe Lo Biondo al correo, nelle quali chiede perdono all’ergastolano per “averlo tirato in ballo” dichiarando l’estraneità alla vicenda dello stesso, la consulenza del Prof. Cusani sulle celle telefoniche (che collocano Bommarito a 35 Km di distanza dai luoghi del sequestro), alcune intercettazioni ambientali in carcere, tutti elementi, questi ritenuti dal Procuratore Generale della Corte di Cassazione (investita della vicenda dall’Avv. Pecoraro, dopo che la Corte di Appello di Caltanissetta aveva dichiarato inammissibile il ricorso per la revisione) idonei per un giudizio di revisione da celebrarsi a Catania. Alle presunte nuove prove si aggiungono una serie di indizi che fanno riflettere sulla possibilità che Bommarito potrebbe essere stato incastrato. Dubbi che non faranno una prova ma che suscitano una serie di interrogativi. primo fra tutti l’assenza di un movente! Per l’accusa, e poi per la Corte d’Assise di Palermo che ha emesso la sentenza, Vincenzo Bommarito ha partecipato al sequestro spinto dalla “grave situazione economica e debitoria in cui versava” e dunque per soldi. Un’analisi approfondita della situazione contabile, culminata con una certificazione rilasciata dall’Istituto di credito, fanno emergere, invece l’assenza di passività: Vincenzo aveva un debito di appena 2.250 per una parte di rata impagata di un prestito acceso per l’acquisto di un trattore, che solo per un disguido della banca non era stata saldata. Oltre a ciò vi sono altri elementi che condurrebbero all’affermazione che il giovane, condannato all’ergastolo non c’entri nulla!

Troppe cose che non vanno troppi misteri dietro il sequestro che peraltro fin dall’inizio fu definito dagli inquirenti “anomalo”.

 

 “Abbiamo la solidarietà di tanta gente – dichiara l’Avv. Cinzia Pecoraro – tutti coloro che conoscono Vincenzo non hanno mai creduto alla sua colpevolezza. Stiamo lavorando ad un nuovo ricorso, vogliamo anche avvalerci di una tecnica innovativa, la IAT, che somministreremo a Bommarito e che costituirà altra prova nuova per la revisione.”

Il dubbio che Vincenzo Bommarito stia scontando ingiustamente una condanna è balzato alla mente di molti cittadini, che tramite il comitato civico, sperano in una seconda possibilità per Vincenzo che si è sempre dichiarato innocente. La finalità è quella  di raccogliere adesioni per sensibilizzare da un lato l’opinione pubblica su una condanna all’ergastolo che potrebbe rivelarsi ingiusta, dall’altro arrivare al cuore di chi può essere a conoscenza di qualche particolare utile a dimostrare l’ innocenza di Vincenzo Bommarito.

 

 

 

 

 

 

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