Domenica 19 Novembre 2017  

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OPINIONI DI MIRELLA MANCA

di Mirella Manca

Non ci sto.

 
Questa nostra ipocrisia protratta fino a tutt’oggi è un cattivo segnale. In una società evoluta, industrializzata e futuristicamente indirizzata a nidificare  in altra parte del cosmo, ancora non si è lasciata indietro l’istinto animale. Nessuno mi dica di no!

Ci si è fatta un’idea che solo l’uomo preistorico fosse portato a accaparrarsi uno spazio tutto suo in cui fosse il solo a usufruire di ciò che riusciva a procacciare con la caccia o con frutti della natura.


Poi imparò a coltivare l’orto……


Poi imparò a vendere i prodotti del suo orto…


Poi imparò a guadagnare lasciando che altri coltivassero il suo orto….


E poi imparò a sfruttare il lavoro altrui… e così via fino al 2015 dove, l’uomo primitivo che pareva estintoriaffiora tra le spire che strozzano il mondo e si presenta per quello che è intrinseco nella sua natura…un grumo feroce di ego che non si scioglie dalla sua avidità. Non si affermi, per favore, che noi evoluti del vecchio mondo  non siamo più preistorici e dissimili dagli animali da cui proveniamo.In verità siamo bestie. Bestia senza pietà che vedono nel suo prossimo un probabile nemico che potrebbe privarlo di ciò che si era conquistato. Temibili altre bestie che possano portar via il suo cibo e le sue comodità raggiunte nei secoli e secoli di avanzamento e scoperte. O carpire inezie del suo prezioso 
accumulo.


Ogni bestia pensa di essere padrona assoluta di quello spazio ed è sempre pronta a uccidere affinché non gliela rubino.


Non mi si dica che proviamo pietà per i popoli di migranti che fuggono da altre bestie inferocite, che non si fanno scrupolo di perpetrare gli abusi più aberranti pur di piegarli alla propria volontà. Ci si nausea a furia di sentire questo odio che viaggia sotterraneo come una serpe pronto a ghermire sotto finto perbenismo e pietismo. Non serve a nulla la cultura che ci ha portato a conoscenza del nostro stesso migrare in altre terre perfino usurpandole e distruggendole in nome di un progresso inarrestabile. Non serve a nulla ricordar loro che questa massa che fugge dalle atrocità- spesso lasciati affogare dai suoi stessi simili- non è maggiore alla massa che si è spostata nel tempo e ci ha sollevato dai lavori ritenuti avvilenti e sminuenti.


Non serve a nulla perché ancora l’uomo vorrebbe sfruttare ogni situazione tenendo in pugno le persone più docili e bisognose, lasciando che si mettano in ginocchio e  ci ringrazino della magnanimità che dimostriamo riservandoli questo o quel lavoro.


E’ una questione che si sposta a nostro piacimento. Non è passato molto tempo da quando è stato riservato questo trattamento ai popoli di qualunque sud da parte di quelli di qualunque nord.
Ci sarà eternamente qualcuno che sta a sud. Ci sarà in eterno qualcuno più in basso. Ci sarà per sempre qualcuno in ginocchio che deve elemosinare da un qualsiasi del nord?

Siamo più umani con i cani che con le persone. Fino a quando anche i cani, non saranno un numero così elevato da sentirsi motivati nell’essere il nostro NORD.


Ci sta spesso stretta e scomoda Gaia, ma non vogliamo lasciare che altri la vivano, scordando che siamo passeggeri del tempo che porta all’estinzione. Passeggeri a cui possa apparire infinito questo viaggio che si effettua dalla nascita alla morte, ma poi risulta fino alla fine estrema del tutto, veloce come un meteorite. Un nulla nell’immenso. E, il tutto che accantoniamo in questo velocissimo e apparente, lento viaggio rimane ai posteri quando ci dissolveremo divenendo concime per essi.


Per favore non assolviamo l’ingiustizia verso chi ha la pelle di un altro colore; di chi è nato in un altro spazio, in un’altra tribù, un altro paese e in una realtà altra che è solamente un altro sud.

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