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GRAVI ACCUSE A MARIO CADDEO CHE SMENTISCE ARTICOLO DEL CORRIERE DELLA SERA

di Brunetto Fantauzzi

Risvolti particolari e contraddittori su una storia di falsi del Maestro Renato Guttuso.

Oggetto del contendere un articolo, in Cronaca di Roma, del Corriere della Sera del 6 marzo 2015, inerente un mio vecchio amico pittore, critico ed esperto d’arte Mario Caddeo, a firma di Giulio De Santis, anch'egli mia conoscenza per aver collaborato ad alcuni giornali da me diretti.


Caddeo, personaggio a me noto fin dagli anni '70, che tenni artisticamente a battesimo, insieme al critico scrittore Aldo Onorati, sulla rivista d’arte "Musagete" ed espositivamente alla galleria "Ompo's" di Roma (alla presenza di Dario Bellezza, Anna Mongiardo, Elio Pecora, Mario Schifano, etc) .
Giacchè da molto tempo a questa parte, dividendosi i rispettivi percorsi culturali, avevo perduto di vista il Caddeo, con l'occasione ho avuto modo di sentirlo, e farmi raccontare i fatti, da lui ormai cresciuto artisticamente, nonché assorto a notorietà nazionale ed internazionale.
La versione dell’esperto sembra essere ben diversa da quanto raccontato dal De Santis. 

Infatti, Caddeo ci dice: “ E’ necessario rappresentare la sacrosanta obiettività dei fatti e, pertanto, consolidare la consapevolezza dell'onestà intellettuale e morale peraltro mai intaccata e da sempre riconosciutami. “Il resoconto giudiziario del De Santis sembrerebbe – secondo quanto afferma Caddeo - in apparenza improvvisato, probabilmente prescindente l’aver seguito direttamente e fedelmente l'udienza processuale. E' lapalissiano l'orientamento di cavalcare chissà quale, assolutamente improbabile, scoop scandalistico ai miei danni ed alla mia immagine, coinvolgendo altresì il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e delTurismo, se vogliamo rammentare il mio ruolo comprovato di funzionario integerrimo e di primissimo piano, benchè ormai in quiescenza.

Pretestuosamente e palesemente, nell'articolo considerato risulta travisato il senso del parere, pur negativo ed allo stesso tempo comprensibilmente confutabile (come in buona sostanza è infatti contraddetto, da parte di insigni consulenti e critici), umanamente espresso da Fabio Carapezza, erede del grande Maestro Renato Guttuso nell'esercizio della sua legittima facoltà, invero prudentemente, dichiarava di non volersi esporre e, precisamente e condivisibilmente, di rimpallare al giudice l'acclaramento dell'autenticità o meno delle opere a suo tempo acquisite dal Caddeo, in qualità di collezionista privato ed esperto istituzionale del settore (collaboratore di varie Procure,del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale, dell'Uf icio Dogane,dell'Uf icio Esportazione,di Carabinieri,Guardia di Finanza,Polizia,ecc.), considerata altresì la pregressa militanza di consulente artistico nella Rizzoli Finarte e nella Coag di Roma,dimestichezza espositiva e conoscenza personale di molteplici artisti riconducibili al XX secolo, in primis dello stesso Guttuso”.

A riguardo, Mario Caddeo puntualizzava di averlo avvicinato nel 1974 presso la residenza di Palazzo del Grillo, grazie all'amicizia con una delle sue modelle, la calabrese Maria Pia Basso. Inoltre, rammentava di avere a suo tempo interpellato gli Archivi Guttuso per informarsi sulle modalità inerenti l’autenticazione di alcune delle opere personalmente detenute, benchè diverse, come il “Nudo di donna” illustrato, risultassero già autenticate e/o dedicate dallo stesso artista, ovvero avvallate dal famoso imprenditore e mercante d’arte Ezio Radaelli, talent scout e, tra l’altro, patron della Galleria d’Arte “Valle Giulia” Margutta a Roma, e nondimeno dal pittore e collezionista Lucan Carpette, continuatore della Scuola Romana di Mafai. “Il De Santis, comunque, non si fa scrupolo di dipingermi – continua il Caddeo - a tinte fosche, con una ricostruzione erronea e fantasiosa ed ingiustamente criminalizzandolo sommariamente”.


A parte la smentita dell'interessato al quotidiano in questione, che finora non l’ha pubblicata, particolarmente tramite Facebook ed altri social network, Mario Caddeo si mostra fiducioso, al di là di qualsivoglia altrui presunzione di colpevolezza e tentativo di diffamazione, anche delle benemerite istituzioni tutelari, del fatto che il procedimento ancora in corso gli possa restituire dignità, giustizia ed onore, spazzando via cattiverie e dubbiezze.

Comunque www.Lasvolta.info è aperta al dibattito e pronta a raccogliere le opinioni di chi intende intervenire. Ed ora vorremmo la versione del nostro amico Giulio De Santis, per par condicio.

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