Domenica 19 Novembre 2017  

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SI PROTESTA NELLA SCUOLA MA QUANTI SONO INTERESSATI ALLA LIBERTA' DI INSEGNAMENTO?

di Mirella Manca

MILANO - Ieri si è manifestato per difendere la scuola, ma io mi chiedo quanti di loro siano docenti veramente interessati a difendere la libertà di insegnamento e quanti invece vogliono tenere il posto di lavoro sicuro, senza guardarsi attorno a cercarne un altro che forse li gratificherebbe di più ma è velato di incertezze, così come per il resto del mondo del lavoro in questa nostra Italia, garantista solo in cambio di voti alla “poltrona”!

Trovarsi ogni volta, a dover scindere la propria professione a seconda del proprio colore politico, per chi come me  cerca di osservare, è ormai divenuto desueto, inconcludente e alquanto nauseabondo. E ‘ cosa recente che un presidente del consiglio decida apertamente, impopolarmente e irremovibilmente di cambiare qualcosa che non funziona ormai da trent’anni e la stessa categoria non accetti il cambiamento, mentre prima lo si cambiava comunque, tramite subdole finzioni. Finzione da parte  del governo e finzione dei sindacati che dicono di concertare con gli interessati e poi decidono con “ il padrone” sul da farsi. In questo come in altri casi, non sarebbe meglio tutelare la qualità  e l’efficacia del lavoro  di cui gioverebbero sia alunni che insegnanti?

Mi son sempre chiesta perché l’albero sindacalista non venga invece coltivato mano a mano che i suoi rami si allungano! Che senso abbia uno sciopero quando tutto è stato deciso? 


Perché non darsi da fare prima, seguendo il discontento degli addetti ai lavori e portando le argomentazioni al governo che poi legifererà al riguardo?  Perché protestare contro una scelta mirata di un corpo docente, ben sapendo di quanti scalda cattedre ci sono in giro mettendo in cattiva luce tutta la categoria? La libertà reale la si ha quando si può collaborare in tutte le stratificazioni
 dei problemi alfine di apportare migliorie e soddisfazioni e non quando si urla nei cortei , che per altro non intimidiscono più nessuno? Le differenze che io vedo sono sostanziali…

La prima sarebbe che certi costumi acquisiti non si protrarranno come  odiernamente  succede per lunghi decenni  lasciando che venga su una società pressapochista e oserei dire, quasi ignorante. E’ vero che certi moduli  di insegnamento verranno varati e messi in funzione ma è anche vero che potrebbero venir modificati cammin facendo con la partecipazione degli insegnanti che non si trovano in cattedra solo per “lo stipendio sicuro”, ma per la passione di accompagnare i virgulti a affrontare la vita e la conseguente società che si forma di conseguenza.

La seconda cosa in cui faccio fatica a non esprimermi è quella di vedere che i giovani che hanno la fortuna di avere dei genitori preparati culturalmente è che, comunque andranno avanti con una buona preparazione e conoscenza della vita, mentre chi non è fortunato come loro verrà mandato avanti tutelato da una legge, è vero colma di principi di uguaglianza ma non compensata da adeguati preparatori scolastici, generando così, un livello scarso di conoscenza e una società che di conseguenza viene su’ credendo che l’impegno a migliorarsi non sia così importante. Si critica spesso a vuoto un corpo docente che non ha strumenti  e un corpo di allievi che non ha voglia di imparare e si copre ipocritamente i provvedimenti che sono chiaramente inadeguati.

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