Domenica 19 Novembre 2017  

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Lavoro delle donne in Italia

Lavoro delle donne in Italia  

 di Sara Zerbini

 


Essere donna non so se è un pregio o difetto! Visto che il sesso  cosiddetto debole viene sempre discriminate sul piano lavorativo. La  donna è sempre stata considerata inferiore sul piano sociale, insomma un soggetto di serie BSe poniamo a confronto la donna oggi e  il passato, ci troviamo che la donna è sempre stata ostretta a rivendicare i propri diritti. Pur non volendo ripercorrere storicamente le tappe principali di questo percorso, dobbiamo citare le differenze  prima di arrivare gli ultimi decenni.

 

Andiamo ai tempi andati, in Grecia per esempio,  la donna era sottomessa al proprio marito, non aveva alcuna libertà e veniva esclusa nella educazione dei figli, educazione che veniva privata a lei stessa ed usciva solo per le feste religiose . Mentre nell’epoca romana la donna comincia  ad acquisire diritti  uno dei quali  era il rispetto dei propri figli e incominciava a dedicarsi del tempo per sè. Nel medioevo la donna veniva considerato inferiore e la sua educazione  era quasi 
totalmente trascurata, restava sempre in casa fatta eccezione per le sortite  della madre in 
chiesa. 

 Ce né voluto per arrivare ai tempi odierni in cui la donna ha combattuto. L'emancipazione femminile ha portato  le donne a rivendicare i propri diritti e diritti alla parità. La diffusione dei mass media ha favorito la nascita dell’ opinione pubblica favorendo emancipazione femminile. La società  si stava evolvendo  il ruolo della donna nella famiglia è stato modificato partecipando attivamente nella vita economica della famiglia.

Nel 1968 ci fu un importante nel processo dell’emancipazione femminile, le donne hanno rivendicato il diritto di uguaglianza. Strettamente connessa alla narrazione storica è stata l’analisi dei diritti – economici, politici ed etico-sociali – che le donne hanno rivendicato e conquistato in ambito giuridico, spesso dopo lotte lunghe e dal risultato per niente scontato. Oggi assistiamo ad una 
disparità sul trattamento economico: discriminate in quanto come dice la ricerca dell' Isfol le donne italiane percepiscono  in media 7% in meno degli uomini a parità di qualifica.

E le più svantaggiate sono le donne che sono prive di qualsiasi titolo di studio, facendole  ancora considerate in maniera inferiore .L'organizzazione per cooperazione e lo sviluppo economico ha rilevato che le donne lavorano di più degli uomini  ma la maggior parte del loro lavoro non viene pagato adeguatamente: lavorando quasi 11 ore in più a  settimana degli uomini. La donna oltre a lavorare fuori  casa si deve occupare, quando torna dal lavoro, anche della cura della casa e dei figli . Ocst donna-lavoro è un gruppo sindacale che parla dei problemi  femminili nell’ambito di lavoro una delle tante questioni che viene trattata è  riguarda alla diseguaglianza per quanto riguarda il salario e la maternità .
Molte donne rinunciano a farsi una famiglia per paura  di perdere il posto di lavoro per questo molte donne  non vogliono fare figli. Se fai a un giro  per i negozi ti accorgi che è un lusso avere un figlio e che non tutti possono avere  costa molto mantenere un figlio quando è piccolo  quindi  non è un diritto che possono esercitare tutti .Il primo anno di vita del bambino è quello più caro osservatorio  nazionale federconsumatori ha aggiornato i costi per mantenere un bambino piccolo  ha sottolineato che costerà tra i 6 mila ai 14 mila sono aumentati i beni di prima necessità del bambino pannolini, latte in polvere , pappe, i giocattoli, biberon , la culla, visite mediche , vestiti ed ecc. Più il figlio cresce più sono le spese . 

Il bonus bebè  tiene conto  all’isee del nucleo famigliare  che non superi i 25 mila euro ed e valido per 3 anni verrà dato ai bambini  nati e ai bambini adottati dal 1 gennaio 2015 . Il bonus bebè è di 80 euro  che  all’anno sarebbe di 960 euro fino a 3 anni. Le neo mamme che non possono  usufruire del congedo parentale posso presentare una domanda all’inps di bonus per pagare la babysitter o il nido . Il contributo che viene dato è di 600 euro e per 6 mesi .  Però sia gli 80 euro che il bonus per pagamento di una baby sitter o di un nido non è per tutti quindi dovrebbero essere più servizi alle famiglie esserci più asili nidi cosi le donne non dovranno fare la scelta se andare a lavoro o crearsi una famiglia.

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