Mercoledì 17 Gennaio 2018  

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TURCHIA E COSTA D'AVORIO, FOAD AODI: LA CONDANNA ALLE STRAGI DEL TERRORE, URGE UNA CONFERENZA INTERNAZIONALE PER AFFRONTARE LE PIU' GRAVI PROBLEMATICHE EURO-MEDITERRANEE

Una domenica di sangue quella del 13 marzo, dove hanno avuto luogo due attentati terroristici, in Turchia ed in Costa d'Avorio. Nella città turca di Ankara un'autobomba è stata fatta esplodere dai terroristi in prossimità di una fermata dei bus provocando 37 morti e circa 135 feriti. Nella stessa giornata, un gruppo di jihadisti armati in Costa d'Avorio ha  sparato contro i turisti di tre grandi alberghi nella località di Grand-Bassam. L'attentato ha causato 16  morti, 4 dei quali sarebbero europei.
"Le Comunità del Mondo Arabo in Italia lanciano ancora una volta e con voce più forte il loro appello per dire no al terrorismo dopo le ennesime stragi di sangue, dinnanzi alle quali ci troviamo tutti drammaticamente impotenti e sconcertati", dichiara Foad Aodi, Focal Point italiano per l'integrazione per l'UNAOC-ONU e Presidente delle Comunità del Mondo Arabo in Italia (Co-mai).
"La Turchia ha una posizione strategica nel Mediterraneo, la sua adesione completa all'Unione Europa è quindi di importanza vitale per l'equilibrio dell'intera regione Euro-Mediterranea" - prosegue Aodi - "c'è bisogno di una grande conferenza internazionale dove prendano parte tutte le Rappresentanze del Mondo Arabo e dell'Euro-Mediterraneo, coordinate dalla Lega Araba, dalla Comunità Europea e dall'ONU, dove si mettano sul tavolo tutte le principali problematiche che lacerano il Medio Oriente, per lavorare con l'Italia, l'Europa e l'ONU in una collaborazione costruttiva. Oltre all'emergenza immigrazione, ci sono delle priorità di natura politico e religiosa che devono essere considerata ed analizzate dalle radici dei problemi. La prima grande problematica dei Paesi arabi è la divisione storica inscindibile tra sunniti e sciiti che purtroppo è stata strumentalizzata dal terrorismo acuendo i contrasti  ed incrementando le guerre che strumentalizzano la religione. La questione dell'instabilità della Libia è l'altro grande scoglio insuperabile che mina l'instabilità  e la pace dell'Europa e del Paesi Arabi. Apprezziamo il lavoro per la cooperazione sostenuto con costanza dal Presidente del Consiglio italiano  Matteo Renzi e dal Ministro degli Affari Esteri Paolo Gentiloni, ma chiediamo con coraggio una  discussione aperta con i Paesi Arabi, per capire insieme e per reagire a quella che sono le più grandi ed imminenti minacce del nostro secolo:  il terrorismo ed i conflitti  inter-religiosi strumentalizzati dal consorzio del terrore dell'Isis e dai movimenti estremisti che sono in lotta tra loro per detenere il primato del terrore nel mondo", conclude.

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