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LA RETTA NELLE RSA PER LE ATTIVITA' SOCIO ASSISTENZIALI SONO A CARICO DEL SSN

Non hanno diritto a chiedere il pagamento di una retta supplementare per attività socio assistenziali volte al beneficio di malati affetti da Alzheimer , o da demenza senile grave, le Residenze Sanitarie Assistenziali, RSA.

Queste attività sono a carico del Servizio sanitario nazionale. Ha revocato un decreto ingiuntivo, nel quale la RSA chiedeva ai familiari circa € 40.000 per un assistenza, durante la degenza, ad una donna anziana, il Tribunale di Monza con la sentenza 617/2017. Secondo il giudice, in base alla riforma sanitaria del 1978, tutti i cittadini hanno diritto all’erogazione delle prestazioni di carattere sanitario a titolo gratuito.

I giudici di legittimità, con la sentenza 4558 del 2012, hanno stabilito che “l'attività prestata in favore di soggetto gravemente affetto da morbo di Alzheimer ricoverato in istituto di cura è qualificabile come attività sanitaria, quindi di competenza del Ssn, non essendo possibile determinare le quote di natura sanitaria e detrarle da quelle di natura assistenziale, stante la loro stretta correlazione, con netta prevalenza delle prime sulle seconde, in quanto comunque dirette alla tutela della salute del cittadino, e ne consegue la non recuperabilità, mediante azione di rivalsa a carico dei parenti del paziente, delle prestazioni di natura assistenziale erogate dal Comune”.

Secondo il Tribunale di Monza, esaminando le condizioni della paziente malata di Alzheimer dal 2003 con aggravamento nel 2013, ha stabilito che, “la paziente, non aveva alcuna autonomia personale, non deambulava né mangiava da sola ed era affetta da piaghe da decubito. Per cui necessitava di un continuo monitoraggio e di frequente assistenza infermieristica e doveva essere mossa spesso. Da tutto ciò, si desume che quelle prestate dalla casa di Cura erano prestazioni di carattere prevalentemente sanitario e a carico del servizio sanitario”.

Il tribunale ha dichiarato nullo l'obbligo sottoscritto dalla figlia a pagare la retta giornaliera, e, contestualmente, alla restituzione di oltre € 2.000 precedentemente versati.

La maggior parte delle RSA chiede ai pazienti o ai loro familiari il pagamento delle rette per le prestazioni sanitarie assistenziali e, la sentenza ottenuta dal Tribunale di Monza, interrompe questo processo, confermando che, qualora presente, sono invece i pazienti ed i loro eredi a richiedere la restituzione di quanto già corrisposto.

 

Articolo di Bea Maurizio

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