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VIA LIBERA ALLA SOPPRESSIONE DEL FENOMENO DELL'ANATOCISMO



Il 23 luglio 2014 c’è stato il via libera alla soppressione della norma sull'anatocismo contenuta nel decreto legge Competitività. C’è stato il parere favorevole del governo sulla cancellazione dell'articolo 31 del provvedimento.

CHE COSA E'

Il termine anatocismo deriva dal greco anà (di nuovo) e tokòs (interesse) e sta ad indicare l'azione con cui si sommano gli interessi al capitale sul quale sono stati calcolati, la cosiddetta capitalizzazione degli interessi, in modo che gli stessi producano a loro volta altri interessi supplementari. In altre parole è il calcolo degli interessi sugli interessi. Dal punto di vista giuridico l'applicazione dell'anatocismo comporta, per il debitore, il pagamento degli interessi calcolati sugli interessi già conteggiati e già scaduti, provocando una crescita esponenziale del debito. Nel fenomeno dell'anatocismo bancario gli interessi a debito del correntista venivano liquidati con cadenza trimestrale, mentre gli interessi a credito venivano liquidati con cadenza annuale, ciò provocava una differenza nella maturazione degli interessi a debito e di conseguenza si verificava il fenomeno dell'anatocismo.

LA NORMA

L'articolo 31 del Dl Competitività apponeva modifiche al Testo unico bancario, dando in affidamento al Comitato interministeriale per il credito e il risparmio (Cicr) il compito di individuare modalità e criteri per la produzione, con cadenza non inferiore a un anno, di interessi sugli interessi maturati nelle operazioni in conto corrente o di pagamento.

LA SENTENZA

 Art. 1283 cod. civ. - Cass. S.U. sent. n. 21095 del 4.11.2004, la Cassazione afferma che le clausole di capitalizzazione trimestrale degli interessi debitori precedenti al 1999 non sono mai state rispondenti ad uno uso normativo ma bensì solo ad un uso negoziale e quindi sono da considerarsi in contrasto con il principio contenuto nell’art. 1283 cod. civ. L’uso normativo consiste infatti nella “ripetizione generale, uniforme, costante e pubblica di un determinato comportamento, accompagnato dalla convinzione che si tratta di comportamento giuridicamente obbligatorio, in quanto conforme a una norma che già esiste o che si ritiene debba far parte dell’ordinamento giuridico”. “In altre parole le clausole anatocistiche sono state accettate non perché gli utenti fossero convinti della loro rispondenza a principi dell’ordinamento giuridico, ma piuttosto perché costretti ad accettarle per poter accedere ai servizi bancari. Questo atteggiamento psicologico è quindi ben lontano da quella spontanea accettazione che contraddistingue invece la consuetudine come usi comunemente accolti e praticati dalla collettività”.

 

REAZIONI

il Movimento Difesa del Cittadino afferma: "Siamo soddisfatti della soppressione di una norma che ha avuto l’unico obiettivo di tutelare gli istituti di credito facendone prevalere gli interessi. La norma mette fine a uno sciacallaggio finanziario nei confronti dei cittadini che ammonta a miliardi di euro e ha acutizzato situazioni già difficili in tempi di crisi”.

 

Articolo di Bea Maurizio

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